MONTESE - m 841s.l.m. 

Altitudine min. 290 max 1080m s.l.m.

Frazioni del Comune: 

Maserno, Castelluccio, Montespecchio, Iola, Salto, S.Giacomo Maggiore, S.Martino, Bertocchi, Semelano, Montalto. 

 

Il Comune di Montese si estende dalle rive del Panaro e del Leo fino alla dorsale che divide le province di Modena e Bologna. Tra i luoghi naturali che offrono scenari incantevoli per escursioni o passeggiate ricordiamo il Monte Belvedere, una vetta panoramica a 1139m s.l.m.; le Gole di Gea e Striscialacqua, micro-ambienti creati da profonde incisioni nella roccia; i boschi di conifere di Ronchidoso; il Cinghio dei Diamanti, una roccia di origine vulcanica e il Parco intorno alla Rocca di Montese. L'origine storica di Montese rimane abbastanza incerta. Tuttavia, i primo insediamenti, come dimostrano i reperti archeologici ritrovati, risalgono all'età neolitica. Le prime fonti scritte sono del XII secolo, quando il paese giurò fedeltà al Comune di Modena, al quale rimase poi sempre legato nel corso dei secoli. durante la Seconda Guerra Mondiale, Montese, situato sull'ultimo arretramento della Linea Gotica, fu gravemente danneggiato dai bombardamenti e poi ricostruito. Tra le emergenze storico-architettoniche si segnala la Rocca del capoluogo, con la caratteristica torre del XII secolo, simbolo del paese, ben visibile anche a notevole distanza e il palazzo, che ospita la Galleria d'arte moderna "Forum Artis Museum" e il Museo Storico "Città di Montese". Il territorio comunale è particolarmente ricco di edifici storici e religiosi: solo nel capoluogo si contano cinque oratori, il più importante dei quali è l'Oratorio della Beata Vergine della Neve del 1700. A Maserno, oltre alla chiesa del 1200, se ne contano ben sei: interessanti quelli di San Sebastiano alla Riva e S. Antonino a Monteforte, tra i più antichi e decorati con pregevoli affreschi del XV secolo. Interessanti, inoltre, nelle altre frazioni, la chiesa di San Giacomo Maggiore (fine del XVI secolo), la chiesa di San Martino (XI secolo), la Pieve di Semelano (XIII secolo) e la chiesa di San Giorgio a Montalto.    

SERVIZI, SPORT e OPPORTUNITA'

Principali centri abitati Montese(capoluogo), Maserno, Salto.
Nuoto Piscina scoperta di Montese
Volley Palestra comunale di Montese
Beach Volley Piscina scoperta di Montese
Tennis Campi coperti/scoperti di Montese
Pattinaggio Pista scoperta di Montese
Sci Comprensori del Cimone e del Corno alle Scale a 30 minuti. 
Noleggio Go karts Pista di Montese  
Escursionismo e Mountain bike Sentieri e percorsi locali
Equitazione Maneggio di Montese
Parapendio Decollo di Montese
Calcio/calcetto Campi coperti/scoperti di Montese
Pallacanestro Campi coperti/scoperti di Montese
Pesca sportiva Lago artificiale di Montese
Bocce Bocciodromo scoperto di Montese
Ruzzola Treppi di Montese

ALTRI SPORT
L'Appennino, grazie alle sue caratteristiche fisiche e geografiche, ben si presta alla pratica di sport ambientali alternativi. Sono attività dedicate principalmente al turismo giovane, che vengono svolte in vaste zone all'aperto e non, come accade negli sport tradizionali in impianti ed attrezzature localizzate. Gli sport alternativi si praticano lungo l'arco delle quattro stagioni, principalmente sull'Alto Appennino, dove la morfologia del territorio e gli ampi spazi meglio si prestano a questo tipo di attività. Vi sono lunghi percorsi da effettuare a piedi, in mountain-bike e a cavallo, altri sono destinati alle moto da trial e altri ancora sono da scoprire con l'"orienteering". I numerosi torrenti e corsi d'acqua sono adatti per diverse attività: dalla pesca sportiva di tipo "pesca e rilascia" (detta comunemente "no kill"), alla canoa, al "torrentismo". I grandi spazi, i balzi e i suggestivi paesaggi montani sono quanto di meglio ci possa essere per praticare deltaplano e parapendio. Da non dimenticare poi, ancora per chi cerca emozioni, l'arrampicata sportiva, lo sci-alpinismo e lo sci estremo sulle vette dell'Alto Appennino.
Musei e mostre permanenti: "Forum Artis Museum", "Museo storico della città di Montese", "Raccolta di cose montesine".
Ristoranti, agriturismo, osterie e discoteche  A Montese e nelle principali frazioni 

GASTRONOMIA - DALLA TERRA ALLA TAVOLA

IL PANE MONTANARO: CRESCENTINE, BORLENGHI E POLENTA. La crescentina è l'antico pane montanaro, ottenuta da un sapiente impasto di farina, acqua e sale (in aggiunta si usa anche il latte, il lievito e le uova) e viene preparata in "dischetti" che un tempo erano cotti in forme tonde di terra refrattaria (le "vere" tigelle) scaldate sul focolare. Le crescentine sono condite, dopo essere state tagliate a metà. da un pesto di lardo, aglio e rosmarino ricoperto di parmigiano reggiano grattugiato. Si possono anche imbottire con gli ottimi salumi locali e consumare al posto del pane, con la cacciatora e gli umidi, in particolare di funghi. Assieme alle crescentine è servito di solito il gnocco fritto con la caratteristica forma a bolla da accompagnare con i salumi e formaggi. I Borlenghi (o Zampanelle, Burlenghi, Berlenghi a seconda della località), squisito piatto montanaro e per i più sconosciuto, ha sempre rallegrato la tavola di consumatori locali e di turisti curiosi di conoscere le qualità culinarie. Sono ottenuti da un impasto fluido di farina, acqua e sale; vengono poi cotti in un tegame di rame stagnato, da cui si ottiene una sottile sfoglia croccante ripiegata su se stessa e ripiena di un tipico condimento fatto con lardo, aglio, rosmarino e parmigiano. In ultimo, non dimentichiamo la Polenta, altro caratteristico piatto che accompagnava tradizionalmente la mensa famigliare ed ancora oggi molto usato con salse e umidi a base di cacciagione.

 

IL PARMIGIANO REGGIANO: La collina e le montagne Appenniniche con la produzione di foraggi di ottima qualità provenienti da pascoli non inquinati e l'allevamento del bestiame in favorevoli condizioni ambientali, risultano ideali per la produzione del latte da destinare alla caseificazione del Parmigiano Reggiano che già dai tempi degli Antichi Romani era considerato il "Re dei Formaggi" per caratteristiche organolettiche e valore alimentare. Cos'è che rende così speciale il Parmigiano? Sicuramente il suo gusto sapido, mai eccessivo e sempre gradevole anche in uno stravecchio; inoltre la grande digeribilità, l'elevata percentuale di proteine e l'alto valore biologico delle stesse lo rendono particolarmente indicato in diete alimentari. 

 

LA CASTAGNA: I tanti castagneti che interessano aree fino a 700/800 metri hanno costituito per molti secoli una delle maggiori risorse alimentari del nostro Appennino. Ancora oggi i frutti ottenuti sono prodotti qualificati che provengono da coltivazioni cosiddette naturali, in cui non vengono utilizzati pesticidi e concimi chimici. Oltre al consumo fresco, le castagne vengono trasformate ancora oggi in farina attraverso l'essiccazione  in tradizionali, ma anche in moderni e razionali metati. Sbucciate con l'apposita macchina per "trebbiare le castagne", vengono infine macinate nei mulini ad acqua. La farina ottenuta, molto nutriente ed energetica, viene utilizzata principalmente in cucina per la realizzazione di minestre, pane, dolci e in particolare gli ormai noti e delicati "ciacci".

LA PATATA: Nei territori montani dell'Appennino Modenese e Bolognese, in particolare nei Comuni di Castel D'Aiano, Vergato, Gaggio Montano, Zocca e Montese, le condizioni pedologiche e climatiche, assieme alle temperature non troppo elevate del periodo estivo, costituiscono dei fattori fondamentali per la produzione della patata in generale e da seme in particolare. 

 

I FRUTTI DEL SOTTOBOSCO: Graditissimi "frutti" del sottobosco della montagna, sono tartufi, funghi e numerose specie arbustive ed arboree quali mirtilli, lamponi, fragole, ginepro, ribes etc. Numerose di queste specie arbustive ed arboree sono oggetto di raccolta e i quantitativi si aggirano ogni anno intorno ai 4.000 quintali. La produzione attualmente disponibile è altamente qualificata.

IL PROSCIUTTO DOC DI MODENA: Da sempre Modena con la sua collina e montagna è teatro di una ricca ed appetibile tradizione salumiera ed in particolare il prosciutto crudo presenta una propria identità organolettica, che si evidenzia al taglio in un colore rosso vivo ed in un aroma gradevole, dalla tipica sapidità. 

IL NOCINO: Il nocino è un altro prodotto che sfrutta una risorsa naturale del territorio dell'Appennino. Le antiche ricette, un tempo custodite gelosamente da ogni famiglia, non sono mai del tutto uguali nella proporzione tra malli e quantità d'alcol, nell'aggiunta di acqua e zucchero, nel tipo di aromi naturali inseriti nell'infuso e rimasero per secoli patrimonio della tradizione culturale.

 

LE ACQUE: Nella montagna e nel fitto dei boschi appenninici si trovano tanti torrenti e sorgenti di acqua salubre, originando diverse acque minerali da tempo celebri a livello nazionale. Nascono dalla profondità di terreni argillosi e possiedono un forte potere solvente dell'acido urico. Lunghi percorsi d'acqua è ancora possibile osservare ed anche pescare le trote fario, specie autoctona da presente nelle nostre acque. Infine, le tante fontane ed i mulini ad acqua ancora funzionanti dislocati lungo i corsi, sono un richiamo irresistibile di grande fascino storico-culturale per l'importanza che rivestono nella cultura locale.

Testi di G.Ronchetti, tratti da "Benvenuti in Appennino" 1998/99 Ed. Promappennino Foto: archivio Promappennino

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